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...IVO DE PALMA

Quando ci capita di guardare un cartone animato, un film, o una serie TV, a volte dimentichiamo che buona parte della caratterizzazione dei personaggi viene affidata alla VOCE. Oltre alla nostrana pigrizia intellettiva che malvolentieri ci fa ascoltare la lingua originale sottotitolata, noi italiani possiamo altresì vantare il primato per i migliori doppiatori del mondo.

Pochi giorni fa ho avuto l'onore e il piacere di intervistare il grandissimo Ivo De Palma, voce storica di svariati personaggi di cui io, tra l'altro, ero follemente innamorata (giusto per elencarne qualcuno: il mitico Pegasus de "I Cavalieri dello Zodiaco", Mirko di "Kiss me Lycia", Robin Hood della versione animata giapponese, Kaede Rukawa di "Slam Dunk", Toki in "Ken il guerriero", Mahoney di "Scuola di Polizia" e altri ancora...Dio lo benedica).
Oltre a condividere con voi cari Lettori questa bellissima occasione che ho avuto, ci tengo nuovamente a ringraziare Ivo De Palma per la squisita gentilezza, per la disponibilità e la simpatia che ha dimostrato durante la nostra chiacchierata!

Vorrei cominciare col farle una domanda che in tantissimi sicuramente le avranno già fatto; come si è avvicinato al mondo del doppiaggio?

Ho cominciato a lavorare per alcune radio private della mia città quando non avevo ancora vent'anni, e poi ho studiato dizione, sempre con l'intenzione di proseguire con la carriera radiofonica. In seguito mi è stato consigliato di studiare anche recitazione, e da lì mi si è accesa un'altra lampadina e mi sono appassionato; da adolescente avevo bisogno di qualcosa di forte che intervenisse durante la mia maturazione. Così, quando è venuto il momento di tentare una strada professionale, il mio punto di forza era sicuramente la voce, non certo ahimè i begli occhi :) e ho scelto il doppiaggio come attività prevalente. Il doppiaggio non è mai stato un ripiego, ma una prima scelta a cui mi sono dedicato quasi completamente, senza che questo mi precludesse altre esperienze artistiche che ho comunque fatto.

Parlando invece dei personaggi che ha doppiato e tralasciando per un attimo Pegasus, deve sapere che da piccola mi sono presa una cotta per Kaede Rukawa!

Caspita! Lui, diciamo, mi piacque un po' meno ma per il solo fatto che parlava poco. E per noi che facciamo questo mestiere, un personaggio che parla poco sarà anche carismatico, sarà anche un vero "figo", ma a noi piacciono quando parlano un po' di più! La serie era anche abbastanza lunga, però Kaede era piuttosto introverso e taciturno, la metà delle volte, se parlava, "mandava a stendere" qualcuno per dirla finemente. Quindi non posso dire di essermi innamorato alla follia di questo personaggio, pur essendo uno dei personaggi più importanti a cui ho dato la voce.



Chissà che successo con le ragazze, con questa voce e questi personaggi carismatici!

Sì guarda, al telefono sicuramente! :)

Una domanda banale: qual è il suo personaggio preferito tra quelli che ha doppiato? 

Potrà sembrare una risposta scontata: è Pegasus. Ma non solo per il tipo di personaggio che è, ma proprio perché nella mia carriera occupa un posto particolare. E' sicuramente tra i più famosi, se non il più famoso. E' il personaggio che mi ha sempre dato molta visibilità e che è arrivato in un momento della mia carriera in cui ne avevo bisogno, per fare "il salto". Poi è tornato in anni più recenti per darmi la possibilità di dimostrare che sono ancora in grado di "reggerlo". Per cui gli sono grato per diversi motivi, anche se è un po' anche un "onere", visto che ogni volta che si preannuncia qualcosa che riguarda Pegasus con la mia voce si scatenano i soliti dibattiti in rete.
Ci sono però altri personaggi che ho doppiato, magari meno conosciuti, ma che comunque mi sono piaciuti molto. Per esempio uno che cito abbastanza spesso è il samurai Kambei Shimada nell'anime "Samurai Seven" che doppiammo a Milano nel 2007 se non ricordo male, in cui feci i dialoghi italiani,
diressi il doppiaggio e doppiai proprio lui, che era il capo della situazione, un personaggio molto carismatico: tunica bianca, capello fluente, barba folta, una specie di Gesù Cristo con la katana! Poi ci sono stati alcuni cattivi abbastanza significativi, ad esempio nell'anime intitolato "Eredi del buio" c'era questo Dottor Muraki molto bello con gli occhialini neri. Era un cattivone, però bello, anche perchè nei cartoni giapponesi, in genere, il cattivo non è necessariamente brutto, anzi! In questo credo che il cartone animato giapponese sia più sincero rispetto a quello americano in cui il cattivo lo riconosci sempre: ha la faccia da cattivo, la voce da cattivo, ha la musichetta da cattivo in sottofondo quando parla. Questo perchè i bambini in qualche modo capiscono subito che quello è un personaggio negativo. Ma nella vita normale il cattivo non ha scritto in fronte "sono cattivo". Perfino il Diavolo quando tenta Gesù appare affascinante, altrimenti che tentazione sarebbe? Per questo ritengo il cartone giapponese non solo più sincero, ma anche più educativo perché il cartone americano ti abitua al fatto che il cattivo lo riconosci sempre, e invece non è così.

Condivido pienamente l'opinione sull'onestà dei cartoni animati giapponesi.
Invece come è riuscito, nel caso di Pegasus ad esempio, a dare uno spessore morale al personaggio?


Pegasus durante la serie ha attraversato un'evoluzione interiore; si trattava chiaramente di un personaggio spavaldo, ma col tempo l'introspezione si è fatta sempre più approfondita. Avevamo un ottimo direttore del doppiaggio a cui interessava molto l'utilizzo della voce come espressione introspettiva, e a cui interessava che attraverso la nostra voce il pubblico riuscisse ad entrare nella testa dei personaggi. Questa è stata una grande novità all'epoca; i dialoghi sono stati rimpolpati in alcuni passaggi, arricchiti lessicalmente, e anche questo ha contribuito a dare un certo spessore psicologico a tutti i personaggi. Uno spessore che difficilmente a quei tempi si poteva trovare in altre produzioni. Quindi è stata una fortunata coincidenza di vari elementi che ci ha motivati nel tirar fuori proprio quel qualcosa in più.

Quindi è stato un lavoro di squadra; a questo proposito in che rapporti siete voi doppiatori? Vi conoscete tutti, siete tutti amici, ogni tanto uscite a mangiare una pizza insieme?

Sì, può capitare di organizzare incontri e cene tra colleghi; io sono più sganciato rispetto agli altri perché vivo tutt'oggi a Torino. 

Non ha mai pensato di trasferirsi a Roma? Anche per per avvicinarsi di più al doppiaggio cinematografico?

Sì, ci ho pensato ma nel mio caso si sarebbe trattato di cambiare la mia vita. Quando ero giovane frequentavo Milano; ho avuto molto da Milano, ma non ho mai sentito il bisogno in quegli anni di trasferirmi a Roma perché Milano mi dava molto sia in termini di ruoli, sia, più tardi, di responsabilità. Nel frattempo sono diventato anche direttore del doppiaggio per cui posso dire di essere stato tra le voci che hanno fatto crescere negli ultimi 30 anni la piazza di Milano e questo resta nella mia storia personale che condivido con molti altri colleghi.

Lei è un frequentatore delle fiere e dei convegni sul fumetto?

Se mi invitano vado volentieri, altrimenti se si tratta di eventi organizzati nella mia città ci vado in forma privata e ci porto i miei due figli.

Chissà quante persone, soprattutto in queste occasioni, le chiederanno di fare il "Fulmine di Pegasus"!

Già, però non sono un jukebox! Se sono a una fiera e sono sul palco, ho il microfono e vale per tutti, allora ha un senso. Ma se sono lì in giro per gli stand e il tizio che mi incontra mi chiede di fare il fulmine di Pegasus, mi sembra abbastanza irrispettoso. E poi è assurdo, perchè un fulmine di Pegasus fatto senza microfono, in mezzo al caos, non potrà mai rendere.
Una volta mi è capitato questo: durante un concerto della mia collega Manuela Pacotto, in cui era impossibile perfino parlarsi, si sono avvicinati due ragazzotti chiedendomi di fare il fulmine di Pegasus...Ma anche se te lo faccio, che cosa senti??
Invece successe una cosa molta buffa a Bologna una volta: fui portato in un ristorante e venne avvertito il gestore che io ero una delle voci dei cartoni. A un certo punto si avvicinò e mi chiese di fargli "Alabarda spaziale"...non aveva capito chi ero, anche perchè a quest'ora avrei 70 anni :)
Quindi non lo feci, anche se l'emozione di gridare "Alabarda spaziale" era immensa.

Attualmente lei insegna doppiaggio giusto?

Sì, insegno doppiaggio/adattamento dialoghi/dizione nel mio studio personale a Torino, insegno tutto quello che la mia esperienza mi permette di poter insegnare. Alcune nozioni sono strettamente connesse all'uso del microfono, altre riguardano la produzione dei testi e la resa dell'italiano, altre riguardano la fonetica corretta che può utilizzare un aspirante attore o anche chi semplicemente ha il piacere di migliorare la propria comunicazione verbale.

Un'ultima domanda: quale consiglio darebbe ai giovani aspiranti doppiatori?

Senza conoscere le persone al microfono è difficile dare consigli mirati, e per non tirare fuori il solito "non mettere nel cassetto i tuoi sogni!" che detesto, direi che se ci sono delle vocazioni naturali da affinare, si è già sulla buona strada, mentre chi fa più fatica per raggiungere un certo standard, parte chiaramente più svantaggiato.
D'altronde io stesso se volessi fare il culturista non avrei lo stesso successo! :)
L'unica cosa che posso dire è che ci deve essere una forte motivazione, altrimenti è meglio fare altro; meglio un buon medico, un buon giornalista piuttosto che un pessimo doppiatore.

Ivo concludo ringraziandola per il tempo che mi ha dedicato, e prima di salutarla ci tengo a sottolineare che oltre ad avere una bella voce e una grande esperienza, lei è anche un uomo molto affascinante!

Grazie, ma pretendo che anche questo sia pubblicato :)

Certo! In bocca al lupo per tutto e per la sua carriera che è ancora molto lunga!

Crepi e in bocca al lupo anche a te!

1 commento:

  1. Bello il tuo ritorno Irene! Con il mitico Mirko ancor di più!
    Non farti attender troppo ok?
    Un forte abbraccio!!!!!!

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