Oggi vorrei ricordare con voi un ragazzotto che è entrato nei nostri cuori in punta di piedi: Tutti in campo con Lotti è uno di quegli anime che non ha avuto molto successo eppure, chissà perchè, se lo ricordano tutti!
Sottolineo però, che anche l'orario in cui lo mandavano in onda non aiutava, infatti mi ricordo che lo guardavo sempre di mattina, tutt'al più d'estate verso giugno/luglio mi pare; questo è ciò che ricordo io, ma in realtà l'anime è stato trasmesso per la prima volta in Italia già nel 1986.
All'epoca non andavo matta per questo cartone, il golf non mi è mai interessato particolarmente e la trama era poco complessa; a distanza di anni invece, rileggendo con calma la storia, scopro di apprezzare particolarmente la storia di questo personaggio:
Lotti, un giovane e robusto adolescente giapponese, è un ragazzo molto semplice e ingenuo che studia e lavora presso un palazzetto del golf come inserviente per portare a casa i soldi necessari per mandare avanti la propria famiglia; il padre, che di mestiere faceva il camionista, è venuto a mancare in seguito a un incidente stradale, e Lotti cerca di aiutare la madre (che gestisce un piccolo ristorante) a mantenere lui e i suoi tre fratellini. E' la storia di tante persone che ancora oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese, e ai tempi non c'era nessun timore di raccontarlo ai bambini in un cartone animato.
Fortunatamente, e questo succede anche nella realtà, a volte il destino riserva ai più semplici l'occasione di un riscatto: un giorno Lotti viene sfidato da un arrogante giocatore di golf del palazzetto a lanciare la pallina oltre 130 metri di distanza, e...ci riesce!
Da questo momento il protagonista imbocca la strada del golf, e non solo grazie al sostegno della famiglia e degli amici, ma anche e soprattutto grazie all'aiuto di un grande ex giocatore di golf americano.
Il nostro Lotti affronterà le gare più difficili fino alla partecipazione agli U.S. Open...e noi siamo contenti per lui!
APPROFONDIMENTI & CURIOSITA': l'anime proviene dall'omonimo manga di Tetsuya Chiba, e il titolo originale è "Ashita Tenki Ni Naare" che tradotto significa "Speriamo che domani sia sereno", un titolo bellissimo, non trovate anche voi? La sigla italiana è cantata da Manuel De Peppe.
Bentrovati amici lettori!
Probabilmente il titolo di questo post ha lasciato perplessi la maggior parte di voi, e in effetti si tratta di un altro di quei cartoni animati un po' nascosti e dimenticati.
Io invece me lo ricordo molto bene: andava in onda su una rete locale e credo venisse trasmesso prima o dopo "Cara dolce Kyoko" verso l'ora di cena. Muteking è un robot che combatte sui pattini a rotelle ingaggiato da un simpatico polpo rosa di nome Takoro, quest'ultimo vice-sceriffo di un pianeta lontano, per dare la caccia a una banda di criminali composto da quattro piovre in grado di trasformarsi in esseri umani, scese sulla Terra con l'intento di conquistarla: i Fratelli Piovra.
Ma dietro a questo immenso guerriero intergalattico si nasconde l'identità di un semplice ragazzino americano di 12 anni di nome Linn, a cui piace pattinare, vedere gli amici e rimorchiare le ragazze.Come spesso capita. ai giapponesi piace conferire ai protagonisti delle storie un'affascinante doppia personalità; un fascino che non sfugge neppure alla femmina piovra della banda, che molto spesso a fine episodio si ritrova mezza nuda a causa di qualche bomba (un finale che riecheggia altri cartoni con uno stile molto simile a questo, come Yattaman e Calendar Man ad esempio). Si tratta infatti di quel filone di cartoni animati robotici-comici che si distaccano parecchio da quelli più seri rigorosamente anni '70 come Daltanius o Ufo Robot, e che sono caratterizzati da un tratto molto più morbido e personaggi estremamente buffi.
Nell'ultimo episodio Takoro, con l'aiuto di Muteking, riuscirà a catturare i Fratelli Piovra e a tornare sul suo pianeta, ma il capo sceriffo gli fa uno splendido regalo: affida al piccolo polpo un incarico proprio sulla Terra, così potrà rimanere vicino al suo migliore amico Linn.
APPROFONDIMENTI & CURIOSITA': il titolo originale di questa serie è "Tondemo Senshi Muteking" ma non chiedetemi cosa significa...
Quello che più mi è rimasto impresso è sicuramente la sigla, leggera e spensierata come gli anni in cui questo cartone è nato, ovvero gli anni '80.
Riuscite a crederci? da piccola non sono MAI riuscita a vedere questo magnifico cartone animato per intero. Allora, premetto di essere classe 1987 e che "L'incantevole Creamy" andava per la maggiore soprattutto negli anni ottanta (vi ricordo che è apparso per la prima volta in Italia nel 1985); quando ero piccola io, lo trasmettevano solo durante il periodo estivo, quando mia madre mi assillava per fare i compiti delle vacanze invece di guardare la televisione. Magari riuscivo a guardare i primi episodi ma a un certo punto, inevitabilmente, dovevo partire per il mare e addio Creamy.
Eppure non mi sono mai persa d'animo, negli anni ho cercato di informarmi e reperire del materiale, soprattutto grazie a questa straordinaria invenzione chiamata "Youtube". A proposito, appena finite di leggere questa recensione andate subito a riascoltarvi la sigla, mi raccomando!
Prima però rispolveriamo i ricordi dei più smemorati:
"L'incantevole Creamy" fa parte di quei cartoni animati che a noi bambine piacevano tanto, in cui piccole marmocchie dai capelli colorati avevano la possibilità di trasformarsi in bellissime ragazze ventenni; proprio come è successo alla nostra Yu Morisawa, una bambina "vivace, svelta e carina" che un giorno, passeggiando per le strade di Tokyo, nota un'arca di cristallo e fa la conoscenza del folletto Pinopino dal pianeta Stella Piumata. Questo strano personaggio le dona un medaglione magico a forma di portacipria, che avrà il potere di trasformarla in un'avvenente ragazza dai capelli viola sotto la tutela di due simpatici folletti, i mitici Posi e Nega. La formula è semplice: basta estrarre la bacchetta e pronunciare la fatidica frase senza senso "pampulu-pimpulu-parim-pampùm, pimpulu-pampulu-parim-pampùm" ...ed ecco comparire la meravigliosa Creamy Mami, un nome che la piccola Yu dà alla nuova se stessa in omaggio al negozio di crèpe "Creamy Crèpe" di papà Filippo (Testuo) e mamma Candida (Natsume).
Questo sarà il nome d'arte che identificherà Creamy come la nuova idol emergente dei teenager giapponesi: infatti la ragazza viene subito notata dal produttore discografico Shingo Tachibana, che la spinge a inoltrarsi nel mondo dello spettacolo e della musica. In pochissimo tempo Creamy riesce a catturare l'attenzione di moltissimi fan grazie alla sua bellezza e alle sue dolcissime canzoni (tutte cantate da Cristina D'Avena). Tra gli ammiratori ritroviamo i giovani amici di Yu, tra cui Toshio, il bel moretto che fa battere il cuore alla piccola Yu. Sarà proprio questo personaggio a rischiare di "rovinare" il sogno di Creamy, e credo che tutti voi ricordiate quell'episodio in cui Toshio, sbirciando in un camerino, assiste alla trasformazione di Yu in Creamy, rompendo tragicamente il patto con Pinopino. Le cose si aggiusteranno grazie alla perdita di memoria di Toshio, ma in ogni caso la scadenza di un anno si avvicina, e Creamy dovrà presto dire addio a tutti.
Durante il suo ultimo concerto, che si svolge nello stesso ippodromo dove tempo prima aveva ricevuto i poteri magici, Creamy canta tutte le sue canzoni circondata da uno spettacolo grandiosamente malinconico fatto di luci scintillanti. Il pubblico attribuisce agli effetti speciali della scenografia, ma in realtà Pinopino sta richiamando a sè tutti i suoi poteri, mentre Cramy scompare in un arcobaleno di luce ringraziando continuamente tutti i suoi ammiratori per l'affetto.
Dopo aver visto ripartire l'arca, Yu e Toshio, il quale nel frattempo ha recuperato nuovamente la memoria, si rimettono in cammino sotto la pioggia.
Ho guardato l'ultimo episodio su youtbe e non vi nascondo che mi stavo quasi commuovendo...quanti di voi hanno pianto per davvero?
APPROFONDIMENTI E CURIOSITA':
Il titolo originale di questa serie è "Mahou no Tenshi Kurimi Mami" che tradotto significa "L'angelo della magia Creamy Mami"; è stata prodotta dal celebre Studio Pierrot (lo stesso che ha prodotto Magica Emi e Sandy dai mille colori, giusto per fare un paio di esempi), ed è una dei pochi casi in cui il cartone animato gode di una trasposizione manga, e non viceversa. D'altronde l'anime è stato creato per promuovere tale Takako Ohta, una idol giapponese emergente negli anni '80 che cantò la sigla di apertura giapponese, ovvero la canzone italiana di Creamy intitolata "Dimmi che mi ami". Una vera e propria operazione di marketing insomma! Tra l'altro, sono andata a sbirciare la foto di Takako...bruttina eh, per essere una idol.
Mi raccomando cari seguaci, se avete altre informazioni da aggiungere su questo, o su altri cartoni che ho recensito, non esitate a scrivere!
Alla prossima recensione, torno presto con tante altre novità in serbo per voi...
Gentili lettori, chi vi scrive è la Dottoressa G, recentemente atterrata sul pianeta "Vita Sociale" dopo un lungo periodo di preparazione di una tesi intitolata "Letteratura e cinema. Labirinti e luoghi di smarrimento nel genere horror-gotico."; così adesso avete scoperto un'altra mia grande passione dopo Kenshiro e Sailor Moon.
Ora, prima che questo tranquillo periodo di cazzeggio-cerca-lavoro finisca, torno immediatamente a parlarvi di cartoni animati, per la vostra e per la mia pazza gioia! E a proposito di pazzia...
L'altra sera stavo tornando a casa in macchina da sola, annoiata, ed ecco riaffiorare dal cruscotto uno dei miei vecchi cd: la scelta è immediata, metto a cannone "Lupin, L'incorreggibile Lupin"!
Lo ammetto, e non è la prima volta: ho cantato a squarciagola la sigla cantata dal grande Vincenzo (Enzo) Draghi! Se non ve la ricordate vuol dire che avete avuto un'infanzia triste o che potrei essere vostra madre...
Ma chi è Arsenio Lupin III, noto ai più giapponesi col nome di Rupan? Prima di tutto la mia infanzia associa questo nome all'ora di pranzo, quando appena rientrata da scuola prendevo il mio bel piatto di pastasciutta e andavo dritta in mansarda a guardare la TV. La seconda associazione mentale sono: gambe storte a stecchino, pantaloni a sigaretta, e basette nere. Terza e prepotente associazione: le tette di Fujiko Mine, medaglia di bronzo dell'ultimo sondaggio sulle bellezze femminili degli anime, e sogno erotico di tutti i miei coetanei e non.
Ricapitolando velocemente la trama, Lupin III è un ladro gentilumo, ovvero un simpatico manigoldo capace di progettare intricatissimi furti internazionali, e allo stesso tempo capace di perdere completamente la testa di fronte a una bella donna; in particolare la procace Fujiko (Margot nella versione italiana) dal cuore di pietra, raggira continuamente il povero furfante per soddisfare i propri interessi personali, ovvero soldi e gioielli.
Per fortuna il nostro protagonista è affiancato da due angeli custodi del furto che si preoccupano di riportarlo sulla retta via, rappresentando un validissimo aiuto durante le imprese più difficili e pericolose: si tratta del pistolero Daisuke Jigen, (associazioni mentali: barba nera, sguardo celato dal cappello, mozzicone di sigaretta, gambe a stecchino) e Goemon Ishikawa, un abile samurai shintoista (kimono, katana). Ovviamente non manca l'antagonista dei personaggi principali, che a dire la verità svolge un ruolo più che dignitoso per la società, e tuttavia non ha mai goduto del tifo di noi bambini: l'instancabile Ispettore Koichi Zenigata.
Il debutto televisivo italiano di questo intramontabile cartone è datato 1971, anche se in quegli anni la qualità del prodotto in termini di doppiaggio e adattamenti fu alquanto scarsa. Nel 1987 la ex-Fininvest acquistò tutte e tre le serie e fece questa volta un buon lavoro, se non fosse per il solito discorso di "taglia e cuci" che abbiamo imparato a conoscere e ad accettare con rassegnazione...Eppure, e me lo ricordo bene, da piccola ho guardato un episodio in cui Margot era stata rapita da un criminale e completamente spogliata coi i polsi legati e i seni in vista, una scena che mi rimase particolarmente impressa. Voi ve la ricordate? Evidentemente la censura non è sempre stata applicata in maniera impeccabile, per nostra fortuna. Un'altra considerazione che vorrei fare riguarda le differenti versioni di animazione proposte; io le associo al colore della giacca di Lupin: a me personalmente piacevano gli episodi in cui indossava la giacca rossa! La versione della giacca blu appariva ai miei occhi troppo vecchia e poco curata, e quella con la giacca viola mi disturbava perchè i personaggi erano disegnati con i menti troppo allungati.
Scusate ma questa è una mia sega mentale che ho sempre voluto condividere con qualcuno!
APPROFONDIMENTI & CURIOSITA': Lupin III nasce da un manga del 1967 scritto e disegnato dal mangaka giapponese Monkey Punch (pseudonimo di Kazuhiko Kato); il mangaka si è ispirato ai romanzi di Maurice LeBlanc che raccontavano le avventure di Arsène Lupin, il ladro gentiluomo. Lupin III non è altri che il discendente di questo personaggio francese!
Invece vi rendo partecipi di un aneddoto che mi ha fatto abbastanza ridere, e che riguarda Fujiko Mine: "Mine" infatti, significherebbe "picco della montagna" in riferimento ai due grossi seni della donna, e "Fujiko" potrebbe essere tradotto in "cime gemelle". Va beh, ora ho veramente detto tutto! Alla prossima!
Carissimi amici lettori, ben ritrovati!
La mia tesi non è ancora finita, ma tutto procede abbastanza liscio, quindi ho deciso di dedicare questa fredda mattina di febbraio a voi, al blog, ai cartoni animati della nostra infanzia. E sono felice di ricominciare il mio percorso con una recensione che mi sta particolarmente a cuore: "Candy Candy" è un cartone davvero speciale.
Oltre ad essere una pietra miliare dell'animazione nipponica che ha inciso in maniera determinante sugli anime in stile "piccole donne maltrattate da tutto e da tutti" tanto amati dai nostri sadici amici giapponesi, questo è uno dei pochi cartoni che hanno unito due intere generazioni. E' per questo motivo che noi nati negli anni '80 ci sentiamo così in sintonia con i nostri fratelloni maggiori classi '70, e così distanti, invece, rispetto agli over '90. Comincio a sentirmi vecchia, lo ammetto, infatti metto subito da parte questo dirscorso razzista e inizio a ricordare le tappe principali della nostra "Dolce Candy".
L'INFANZIA E LA CASA DI PONY
Una notte, presso l'orfanotrofio Casa di Pony gestito da Miss Pony e Suor Maria, vengono ritrovate due bambine in fasce: Annie e Candy. La storia inizia, e non è un caso, con un abbandono. L'infanzia trascorre in modo abbastanza spensierato, finchè un giorno tali coniugi Brighton chiedono alle direttrici di poter adottare la simpatica bambina bionda con i codini. In quest'occasione Candy manifesta il lato altruista e generoso del proprio carattere, mentre la timida amica Annie dimostra di essere una grande...diciamo furbona?
Per non abbandonare l'amica, Candy fa di tutto per indurre i due distinti signori a non adottarla (mi sembra di ricordare che addirittura finge di aver sporcato le lenzuola del letto) e come ringraziamento Annie approfitta della situazione per farsi ben volere e infine adottare dai Brighton.
E così la dolce Annie lascia l'orfanotrofio tra le braccia dei suoi nuovi mamma e papà, mentre Candy, incredula, rimane con gli altri bambini, con Suor Maria, Miss Pony e l'inseparabile procione Klin, uno dei pochi personaggi che non la ferirà. La piccola se ne va a piangere sulla collina di Pony, il suo rifugio più intimo, e a un certo punto compare un bellissimo ragazzo biondo con abiti scozzesi che suona una cornamusa; questi si avvicina sussurrando: "Sei più carina quando ridi che quando piangi". Candy rimane profondamente colpita da questo incontro, e il giovane sparisce lasciando cadere un medaglione con inciso uno stemma.
I LEGAN E GLI ANDREW
Seconda occasione di riscatto per Candy, che entra a far parte del mondo dei Legan, una potente famiglia aristocratica guidata dal potere decisionale dell'arcigna zia Elroy, portavoce dello zio William, inspiegabilmente assente. Tuttavia questa adozione si rivela un pessimo affare per la nostra eroina, che non viene assolutamente considerata un membro della famiglia, ma viene anzi sfruttata come cameriera. Dormire in una stalla è il minore dei suoi mali in confronto ai continui dispetti che è costretta a patire (i termini "mobbing" e "sevizie" in questo caso non sarebbero eccessivi) dai due fratelli Legan: Iriza e Neal.
Piccola parentesi aneddotica: questi due meschini personaggi erano davvero cattivi! nel 1997 ero una bambina di 10 anni molto sensibile...e facevo una gran fatica a guardare gli episodi in cui trattavano male Candy, a volte addirittura mi coprivo gli occhi! (e pensare che ora sto scrivendo una tesi sul cinema horror...)
Comunque, nonostante le continue umiliazioni, Candy non perde il sorriso e la gioia di vivere che la contraddistinguono...ogni tanto qualcosa di positivo capita anche a lei; un giorno nel bosco fa la conoscenza di due simpatici giovanotti: Archie (un avvenente dandy) e Stear (un inventore pasticcione) appartenenti alla famiglia Andrew. I due ragazzi invitano Candy a una festa presso la loro villa, e qui la ragazza incontra il cugino dei due fratelli, Anthony, un bellissimo ragazzo biondo con gli occhi azzurri, molto simile a quel "Principe della collina" con la cornamusa. Dopo aver scampato il rischio di essere mandata in Messico dai Legan, Candy viene infine accolta dagli Andrew, lontana dalla gelosia della prima famiglia.
Inoltre in questo periodo la fanciulla fa la conoscenza di Albert, un vagabondo che vive in un rifugio nella foresta circondato dagli animali. Si tratta di uno dei pochi e brevi periodi di serenità nella vita di Candy, che può conoscere in modo più approfondito Anthony. Il giovane si rivela una persona molto dolce, che ha la passione di coltivare rose. Una delle sue rose in particolare, è bellissima, bianca e pura: sarà la sua "Dolce Candy". Purtroppo questa parentesi felice viene interrotta da un episodio terribile: durante una tranquilla caccia alla volpe il ragazzo cade da cavallo e muore sbattendo la testa. Questo infausto evento provoca un dolore lacerante in tutta la famiglia, e Candy, affranta, torna alla Casa di Pony per ritrovare un po' di pace.
LA ROYAL SAINT PAUL SCHOOL DI LONDRA
Il misterioso zio William ordina che Candy si trasferisca a Londra per frequentare la prestigiosa Royal Saint Paul School. Qui ritrova Archie, Stear e Annie, con la quale (purtroppo) riprende un legame di amicizia. In questa scuola incontra anche un affascinante ragazzo dai capelli lunghi e castani che aveva già incontrato sulla nave e che l'aveva presa in giro chiamandola "signorina tutte lentiggini": si tratta di Terence Granchester.
Per fortuna entra in scena anche un altro personaggio positivo che diventerà una grande amica di Candy, ovvero Patty, una ragazza molto dolce con gli occhiali che in seguito si fidanzerà con Stear.
Il destino è veramente beffardo, e vuole che Neal e Iriza Legan frequentino anche loro la stessa scuola di Candy, la quale si vedrà costretta a sopportare anche stavolta le loro angherie. Dalla sua parte però trova l'appoggio di Terence, che nonostante gli atteggiamenti arroganti e spavaldi (che tutto sommato a noi donne non dispiacciono) la difende in parecchie occasioni.
Ma lasciatemi ancora ricordare di Annie, che farebbe meglio a tacere e che invece continua imperterrita a rompere le scatole: a un certo punto si mostra fredda e distaccata nei confronti di Candy, perchè gelosa marcia delle attenzioni di Archie nei confronti dell'amica. Fortunatamente le cose si mettono a posto da sole, nel senso che il ragazzo, vedendosi ricambiato da una graziosa brunetta, cambia le sue mire e si fidanza con Annie. Intanto Candy fa due importanti scoperte: Albert, il vagabondo della foresta lavora in uno zoo di Londra. E poi scopre che Terence è il figlio di una famosa attrice di teatro, Eleonor Baker.
Bisogna però sottolineare che in questa fase centrale Candy non ha ancora dimenticato il suo Anthony, anzi il ricordo proprio in questo periodo emerge piuttosto prepotentemente. Dal canto suo il passionale Terence, in modo alquanto spregiudicato, cerca di convincere la ragazza a dimenticare il passato e accettare la morte di Anthony, azzardando addirittura un bacio. Ma attenzione a Irizia che, innamorata di Terence, tenta di separare i due innamorati organizzando un incontro fedifrago sotto gli occhi della direttrice della scuola. Candy rischia l'espulsione, ma l'impavido Terence decide di assumersi tutte le responsabilità e fugge in America per intraprendere la carriera di attore.
LA GUERRA E IL PERIODO A CHICAGO
Candy abbandona a sua volta il collegio e si imbarca clandistanemente su una nave per tornare in America. Torna alla Casa di Pony, dove apprende che Terence è passato tempo prima per conoscere l'infanzia della ragazza. A questo punto Candy decide di seguire la propria vocazione e aiutare gli altri (no, non si fa suora) e con l'aiuto di Miss Pony, si iscrive alla severa scuola di infermiere Mary Jane. Qui conosce Flanny, una ragazza molto particolare, apparentemente molto fredda ma che nasconde un cuore molto generoso. Intanto scoppia la Grande Guerra, e le due ragazze vengono mandate a Chicago per lavorare presso l'ospedale Santa Johanna. Proprio a Chicago Candy ritrova Albert di ritorno dalla guerra, gravemente ferito e colpito da una grave forma di amnesia. Per questo motivo decide di andare a vivere con lui per aiutarlo e stargli vicino.
Nel frattempo la fanciulla viene a sapere che Terence si trova a New York per la prima di "Romeo e Giulietta", e decide di raggiungerlo con grande entusiasmo. Ma la sfortuna colpisce ancora: durante le prove teatrali Susanna, compagna sul palco di Terence, salva il ragazzo da un incidente scenografico perdendo l'uso di una gamba. In seguito alla minaccia di suicidio di Susanna, e spinta dal solito sentimento altruista che la caratterizza, Candy si mette da parte ancora, per la seconda volta. Lascia Susanna alle cure di Terence, che tuttavia ha ammesso di non aver smesso di amarla. Non è tutto, un altro evento colpisce il cuore di Candy: Stear, che era partito volontario per la guerra, muore tragicamente.
EPILOGO E RITORNO ALLA CASA DI PONY
In quest'ultima parte prende particolarmente rilievo la figura fi Neal, che inaspettatamente si innamora di Candy senza, ovviamente essere ricambiato. Per questo motivo il ragazzo, che è sostanzialmente un vile, sparge voci maligne riguardo alla convivenza di Candy con un uomo (Albert, che nel frattempo sta riacquistando la memoria) e così la povera ragazza viene cacciata da tutti gli ospedali. Come se non bastasse arriva l'ordine da parte della famiglia Andrew di farla sposare proprio con Neal. Candy, furiosa, riesce a rintracciare lo zio William per guardarlo finalmente negli occhi e annullare il matrimonio combinato. Con straordinario stupore Candy scoprirà che lo zio altri non è che Albert, il quale riprende il diritto di parola all'interno della sua famiglia (il vero nome è William Albert Andrew) e decreta la libertà della fanciulla.
Candy torna serenamente nella sua casetta di Pony, per aiutare Miss Pony e Suor Maria e continuare il lavoro da infermiera. Siamo quasi al lieto fine: Candy passeggia sulla famosa collina, e riascolta il suono di una cornamusa. Voltandosi vede in carne e ossa il principe dei suoi sogni, colui che era comparso molti anni prima e che aveva scambiato per Anthony a causa della grande somiglianza. Si tratta di Albert, il suo benefattore, che sorride e la guarda come a promettere che d'ora in avanti potrà garantirle la felicitià che ha dovuto inseguire fino a questo momento.
APPROFONDIMENTI & CURIOSITA': "Candy Candy" nasce dapprima come romanzo della scrittrice Kyoko Misuki, e poi come shojo manga (manga destinati perlopiù a un pubblico femminile, trattando maggiornmente temi d'amore) di Yumiko Igarashi nel 1975. Gli episodi dell'anime, andato in onda per la prima volta qui in Italia nel 1980, sono 115.
SIGLA italiana (prima versione dei Rocking Horse):
SIGLA italiana (seconda versione di Cristina D'Avena)
Amici lettori affetti anche voi da Sindrome di Peter Pan: sono ancora viva!
So che state aspettando le mie recensioni, ma purtroppo non sono più una spensierata studentessa universitaria, e più passa il tempo e più gli impegni mi impediscono di dedicare anima e corpo al blog! Ci sono altre priorità che mi occupano molto tempo, in particolar modo tesi di laurea di duecento pagine e stage! Per questo vi chiedo di avere pazienza, promettendo che appena avrò tempo tornerò a occuparmi dei nostri cartoni animati, anche se il ritmo di pubblicazione dei post sarà molto più lento rispetto al solito! ...mi volete bene lo stesso, vero?
Nel frattempo se avete domande, consigli, o richieste da farmi, potete scrivere al mio indirizzo mail iry.87@hotmail.it oppure scrivere direttamente qui sotto! Vi abbraccio!
Torniamo nuovamente negli anni '80 per ripescare questo cartone animato andato in onda in Italia nel 1983, e fortunatamente riproposto una decina di anni dopo, sempre su canali regionali, permettendo anche alla mia generazione di poterselo gustare. Carletto, il Principe di Mostrilandia (un lontano pianeta abitato dalle creature più spaventose della fantasia umana) è stato mandato sulla Terra dal re in qualità di ambasciatore, assieme ai fedelissimi Uomo Lupo, Conte Dracula e Frankenstein; la sede mostruosa dell'ambasciata è un vecchio castello abbandonato, e fino a questo punto la storia avrebbe tutte le carte in regola per diventare lo scenario di un eccitante film dell'orrore, ma...non è questo l'intento di Carletto & co: nonostante l'aspetto terrificante i mostri non sono così cattivi, devono solo imparare a convivere con gli uomini senza spaventarli a morte!
In questo anime i tratti tipici dei personaggi nati dalla tradizione gotica romanzesca del XIX secolo vengono completamente capovolti e adattati a una rivisitazione in chiave comica: il Conte Dracula beve succo di pomodoro e non si ciba di sangue umano, è colto, ha l'accento francese, e dorme tutto il giorno per uscire di sera.
L'Uomo Lupo ha un aspetto tutt'altro che terrificante, ha un forte accento tedesco, ed è un abilissimo cuoco; Frankenstein, il maggiordomo del castello, è un omone tutto muscoli e poco cervello, ma conserva quella bontà d'animo che ritroviamo nell'opera originale della scrittrice ottocentesca Mary Shelley ( a proposito, vi ricordo che Frankeinstein è il nome dello scienziato che diede la vita alla "creatura", che col passare degli anni ne ereditò indirettamente il nome fino ai nostri giorni).
Il nostro Principe di Mostrilandia dal canto suo, ha l'aspetto di un simpatico pischello col berretto in testa, ma possiede anche lui alcune caratteristiche particolari: può allungare gambe e braccia a dismisura e assumere diverse sembianze; l'unico suo punto debole è la paura dei temporali.
La sede dell'ambasciata si trova precisamente a Tokyo, e qui Carletto farà amicizia con Hiroshi, un bambino un po' sfortunato che vive solo con la sorella maggiore Sis; durante il corso degli episodi Hiroshi verrà coinvolto nelle avventure di Carletto, alle prese con mostri buoni e cattivi che litigano, si affrontano, o terrorizzano gli esseri umani, come ad esempio la Mummia, l'uomo invisibile, la piovra volante, l'uomo zanzara e tanti altri; non solo, alla fine della storia Carletto riuscirà ad aiutare Sis, la sorella dell'amico terrestre, a diventare felice!
APPROFONDIMENTI & CURIOSITA': "Carletto il principe dei mostri" (titolo originale "Kaibutsu-kun") è un anime tratto dall'omonimo manga degli anni '60 di Fujiko Fujio, creatore di Doraemon.
Volevo aggiungere solo un paio di curiosità: molti di voi si ricorderanno che Carletto vola su una scopa, Dracula autonomamente, mentre Frankie e Wolf si spostano sopra un tappeto.
E non dimentichiamo Kaiko, la fidanzatina di Carletto e figlia del Duca di Mostrilandia: ogni volta che Carletto la fa arrabbiare, i suoi capelli si allungano come tentacoli!